Si parla di… fotografia

Noi vediamo [...] secondo l’educazione che abbiamo ricevuto

Noi vediamo, come si dice, secondo l’educazione che abbiamo ricevuto. Nel mondo vediamo solo ciò che abbiamo imparato a credere che il mondo contenga. Siamo stati condizionati ad “aspettarci” di vedere. E, in effetti, tale consenso sulla funzione degli oggetti ha una validità sociale. Come fotografi però, dobbiamo imparare a vedere senza preconcetti. Guardate gli oggetti di fronte, da sinistra, da destra. Osservate come le loro dimensioni crescano mentre vi avvicinate, come essi si compongano e ricompongano quando vi spostate lateralmente. Gradualmente appaiono i rapporti tra gli oggetti, che talvolta si fissano in modo definitivo. E’ questa la vostra fotografia.

Aaron Siskind

Questa frase si lega concettualmente al procedente articolo sull’aforisma di Neil Leifer “La fotografia non mostra la realtà, mostra l’idea che se ne ha.ed in maniera più diretta ed esplicita ci pone di fronte al difficile rapporto tra fotografia ed “educazione”, ci esorta a liberaci dai preconcetti per sviluppare una nuova visione del soggetto ed interpretare in maniera nuova ciò che abbiamo davanti… Questa volta aggiungerei, come è mi è stato fatto notare, un concetto che davo per scontata ma che vale la pena ricordare: 

… a patto che si abbia qualcosa da dire!

La fotografia non mostra la realtà…

La fotografia non mostra la realtà, mostra l’idea che se ne ha.

Neil Leifer

Niente di più vero… Per quanto un fotografo si sforzi di mantenere una visione più obiettiva e distaccata nel raccontare per immagini un evento ci sarà sempre una qualche contaminazione derivante dalla sua visione e da agenti esterni.

E’ inevitabile, la fotografia del resto, come altre forme d’arte, è pur sempre un’interpretazione personale di chi esegue l’atto fotografico. La formazione, la cultura personale, l’ambinete in cui si vive ed il periodo storico stesso in cui si eseguono le riprese fotografiche portano ad un condizionamento più o meno marcato ed inconsapevole del risultato finale.

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italian_status

Italia: status quo

Ripropongo uno scatto di qualche tempo fa (mar. ’11) realizzato per il 150° Anniversario dell’Unità d’Italia… Giorni di ipocrisia e incoerente patriottismo già passato e dimenticato.

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elena-pinca

E’ logico tutto questo?

“E’ logico tutto questo?” Così esordisce una mail di un carissimo amico inviatami questo pomeriggio con un allegato uno screenshot di una foto trovata in rete.

Direi che di logico c’è ben poco, ma procediamo con calma. Dall’immagine tutto lascia intendere che questa agenzia di ADV utilizzi queste due foto per promuovere la sua attività infatti nella descrizione leggiamo: “scegli il giusto modo di comunicare…” Ebbene se si utilizzano foto altrui per proporre la propria creatività credo che di creativo ci sia bene poco, anzi nulla. Se ancora non fosse chiaro le due foto sono del sottoscritto.

A questo punto ho commentato la foto chiedendo: “Scusate, dove avete preso queste foto?” Mi è stato risposto: “sotto autorizzazione di.. (la modella)”. Visto che sono dei professinisti dovrebbero sapere che fino a prova contraria il fotografo è proprietario della foto e che utilizzare delle immagini senza autorizzazione – oltretutto a scopo commerciale – è una palese violazione del diritto d’autore. Ma non finisce qui… Giustamente per dare un tocco di “classe” le foto sono state anche tagliate ed elaborate con un viraggio tendente al rosso (??) e ciliegina sulla torta il tutto è stato condito con un paio di scritte ed il loro logo bene in evidenza. Neanche a dirlo… citare l’autore sarebbe stato un sacrilegio!

Credo sia abbastanza chiaro… No, non è logico tutto questo!

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La foto decantata…

Non decantare nel senso di lodare smisuratamente, magnificare o celebrare  ma rendere qualcosa trasparente, eliminandone gli aspetti distorti.

Ebbene si! Le foto sono come dei buoni vini rossi; i rossi invecchiati, i rossi caldi, strutturati o corposi che per essere assaporato appieno vanno lasciati riposare e ossigenare per poterne apprezzare appieno le proprietà organolettiche.

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Se la foto non è buona…

Se la foto non è buona, vuol dire che non eri abbastanza vicino.

Robert Capa

E’ da qualche tempo che rifletto su questa frase di Robert Capa… quale è il vero significato che si cela in queste parole? Deve essere interpretata così come è oppure ha un significato più profondo ed intimo?

 Certo, Capa era un fotoreporter e le sue foto hanno documentato ben cinque conflitti bellici, quindi il fatto di trovarsi “vicini alla scena” per avere una “buona foto” potrebbe giustificare di per sè l’esigenza della distanza fisica tra fotografo e scena (da tenere in considerazione anche le limitazioni tecniche dell’epoca).

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Isabella Caro: morta la modella di “No Anorexia”

Aveva posato nuda per Oliviero Toscani e le foto sui cartelloni pubblicitari di molte città, per una campagna contro l’anoressia, avevano fatto molto discutere, tanto che la diffusione dello spot era stata vietata dal giurì della pubblicità. Appariva scheletrica, con i suoi 31 chili per 1 metro e 65 di altezza. Isabelle Caro, modella e attrice francese, è morta a 28 anni in ospedale per una polmonite, devastata dall’anoressia di cui soffriva dall’età di 13 anni. Lei stessa aveva raccontato la sua malattia in un’autobiografia, ‘La ragazza che non voleva crescere’. Isabelle è morta a Tokyo, a metà novembre, ma la notizia si è diffusa solo nelle ultime ore.

Considerazioni sul TFP

Ho già parlato del TFP (e TFCD) in maniera distaccata e più obiettiva possibile cercando di spiegarne in breve il significato e lo scopo;  vorrei invece soffermarmi ora su considerazioni più personali e analizzarne alcuni aspetti.

Il TFP è ormai universalente praticato da fotoamatori alle prime armi e aspiranti fotomodelle, entrambi con lo stesso scopo, quello di arricchire un portfolio o ampliare un book fotografico senza per questo investire un capitale.

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